Sesso con la vicina di casa


Click to Download this video!
racconti di sesso vicina casa

Non avevo mai pensato di scopare con Nicole. Io e mio marito viviamo qui da sei anni; siamo una coppia aperta, ma non nel senso cinematografico che si fanno in molti. Semplicemente, ogni tanto quando ne abbiamo voglia, coinvolgiamo qualcuno per un po’ di sesso di gruppo. Non siamo dei veri e propri scambisti perché non facciamo mai sesso separati l’un l’altro. E quindi non siamo nemmeno la classica coppia aperta tradizionale dove solitamente sia la donna che l’uomo, fanno sesso con altri senza necessariamente la presenza del partner. A me e Gianluca piace fare l’amore intensamente tra di noi, ma ogni tanto ci regaliamo la possibilità di esperienze nuove, colorate. Ci spingiamo oltre i nostri limiti, senza per questo praticare in modo estremo. Ci stuzzichiamo, ci seduciamo e nel nostro modo di intendere il sesso, ci impegniamo a conquistarci ogni giorno, finché morte non ci separi. Facile, no?

La mattina del suo 34esimo compleanno, svegliai Gianluca con un pompino mattutino da sogno. Il cazzo era dritto e rigido e io nonostante gli occhi ancora semichiusi e il torpore avevo iniziato a succhiarglielo con foga per assicurargli un risveglio di tutto rispetto. Ancora con le labbra profumate di sperma gli portai il caffè a letto mentre chiedevo come avrebbe desiderato trascorrere la serata di festa.

“Vorrei una cosa da te oggi…” sussurrò.

“Ogni tuo desiderio amore.” risposi sorridendo teneramente.

“Voglio scopare Nicole stanotte” disse in tono di sfida.

“La figlia dei nostri vicini?” ridacchiai io.

“Ma dai, non si può” aggiunsi.

“Rendilo possibile” disse Gianluca alzandosi senza voltare lo sguardo

Fare sesso con la figlia dei vicini di casa: “Rendilo possibile”

Breve riassunto del tipo di assurda richiesta che mi aveva chiesto Gianluca. I nostri vicini di casa sono una coppia di avvocati tributaristi, 50anni entrambi, casetta perfetta, giardino sempre curato, mai nulla fuori posto, se non la loro figlia, una pecora nera in quel contesto che sembrava disegnato da un pittore. Nicole, 24 anni secondo quanto indicato nel suo profilo Facebook, una tipa timida, sempre con leggins e felpa nera e gli occhi truccati di nero. Una ragazza poco casinista, ma – secondo mio marito – la classica viziatella che ti fa impazzire sotto le coperte.

Non sapevo da dove avesse avuto questa percezione, se per via di qualche sbirciata nei social network oppure se per qualche confidenza tra amici arricchita dalle “recensioni di sesso” tanto schifate da noi donne (a buona ragione s’intende). Negli anni mi era capitato più volte di scambiare qualche convenevole con la nostra giovane dirimpettaia, ma niente che potesse rendere minimamente fattibile l’idea di Gianluca di trasformare il “ciao” in un “vuoi scopare con mio marito stasera”. Comunque, se non volevo vedere lo sguardo amareggiato del mio compagno al calar della notte, dovevo inventarmi qualcosa. Avevo solo un vantaggio a mio favore: i genitori di Nicole avevano abitudini molto precise e ogni giorno alle 8:20 uscivano di casa. Era una certezza, tranne la domenica, alle 8:20 puntuali come un orologio svizzero vedevo la loro vecchia spider rossa uscire dal garage con i coniugi a bordo.

È solo grazie a questa abitudine consolidata che sapevo che avrei trovato la piccola (piccola si fa per dire) Nicole a casa soletta quando mi avvicinai al campanello fingendo di aver scordato le chiavi di casa con l’esigenza di sostare qualche minuto al caldo in attesa del ritorno di mio marito.

“Entra pure” disse Nicole facendomi entrare. Indossava delle calze nere coprenti e una felpa morbida con il cappuccio a forma di gatto. Non è così che la vedevo di solito rockettara fuori di casa, ma aveva un modo felino di camminare, sexy nella particolarità in cui sedeva sullo sgabello incrociando una gamba sull’altra. Nonostante i collant fossero invernali e coprenti, le pieghe delle gambe snelle erano ben evidenziati fino a contornare quella che fantasticavo essere una fighetta ben depilata e pronta a ricevere il cazzo di mio marito mentre mi facevo succhiare le tette. “Libera la testa” mi ripetevo tra me e me cercando di trovare il modo di mettere da parte quei pensieri erotici e cercando un modo per farle la nostra proposta indecente.

Mentre sorseggiavo un bicchiere di caffè americano gentilmente preparato dalla mia vicina di casa, sento il suo cellulare squillare per la ricezione di un numero indefinito di notifiche.

“Hai un fidanzatino?” dico in un modo così poco convincente che mi fa sentire come una sessantenne ficcanaso.

“No, è solo uno che mi sbatto ogni tanto”. La sua risposta così sfacciata e fredda mi aveva fatto trasalire. Che parole uscivano da quella boccuccia rosea? Mi aveva servito l’occasione in un piatto d’argento: mi buttai con la stessa moneta.

“Senti ma perché invece di quello sfigato non ti fai scopare da mio marito? Gli piaci tanto Nicole, si è segato stamattina pensando al tuo culetto sodo che guardiamo dalla finestra”.

Mentre pronunciavo quelle parole già pensavo al pugno che mi avrebbe riservato la ragazzina spedendomi fuori a calci. E invece no. La seconda sorpresa del giorno.

“E se invece io volessi metterlo nel culo a te? Ho un giochino nero e lungo che proverei volentieri se ti mettessi a pecora per me”. Ammutolii. Per quanto mi fosse capitato più volte nei menage a trois di baciare o leccare anche altre donne mentre assieme facevamo godere mio marito, non mi era mai successo di essere sodomizzata da uno strap on. Meno che meno se a indossarlo era una ragazzina poco più che maggiorenne. E pure vicina di casa. Ma se questo era l’unico modo per attirarla tra le mura di casa nostra, beh, ero pronta ad accettare il rischio.

Estraendo le chiavi che avevo nascosto nella tasca interna alla giacca le dissì “Ti aspettiamo per un film da noi allora alle 21:30. Metti a nanna mamma e papà perché magari farai tardi!”. Dopo averle fatto l’occhiolino uscii di casa inondata di energia ed eccitazione.

La sera arrivò abbastanza in fretta, nonostante quello stronzo di Gianluca continuasse a dirmi che non credeva a una sola parola di quanto gli avevo raccontato, convinto che alle 21:30 saremo stati soli io e lui. Non male come programma eh, però non era quello che aveva chiesto, mi ripeteva. Invece…

Alle 21:30 il campanello suonò e Gianluca aprì la porta abbastanza incredulo di vedere la nostra vicina di casa entrare senza chiedere permesso. Indossava gli stessi collant che avevo visto al mattino e la stessa felpa, aveva solo aggiunto una gonna a ruota morbida nera che la rendevano un classico confettino un po’ gotico-chic.

Quando mi avvicinai al corridoio per salutare Nicole, anticipò le mie parole domandandomi:

“Perché non mi stai aspettando a novanta come ti avevo chiesto?”. Decifravo ogni sillaba chiedendomi se fossi più scioccata io o Gianluca che aveva già il cazzo duro dentro i pantaloni, sconvolto da quel entrata in scena decisamente trionfale.

“Andiamo in sala” interruppe lui prendendo la situazione in mano. In tutti i sensi. Dopo essere entrati nella stanza a fianco Gianluca senza tante altre parole di circostanza aveva abbassato i jeans e i boxer prendendosi in mano l’uccello pronto a ricevere le nostre attenzioni. Nicole non lo guardava nemmeno, si era seduta sul divano morbido con le gambe leggermente divaricate mentre io, non sapendo bene come far partire la scintilla, mi ero messa in ginocchio di fronte all’asta di Gianluca iniziando a leccarlo. Scopavo con la bocca il cazzo di mio marito per il secondo provocante pompino del giorno. Per un attimo non pensai a Nicole, ma quando dopo aver ruotato gli occhi verso mio marito e visto il suo sguardo altrove immaginai che qualcosa stesse accadendo. Nicole aveva sollevato la gonna e con la mano si menava un cazzo di gomma enorme che le stava attaccato con dei laccetti alla vita. Quella stronza era entrata in casa indossando già lo strap on. Mio marito mi afferrò in un pugno una ciocca di capelli invitandomi a dedicarmi al suo cazzo mentre sembrava comunicare con lo sguardo con Nicole.

Fu un susseguirsi di emozioni molto rapido: ora c’erano di fronte a me sia Gianluca che Nicole con i loro cazzi si contendevano la mia bocca cercando di ficcarmi dentro tutto. Nicole nel frattempo aveva cominciato a leccare la faccia di mio marito, mentre con un gesto fluido si era sfilata la felpa facendola cadere a terra. Eravamo eccitati, avidi, ingordi di piacere. Senza nemmeno rendermene conto mentre Nicole continuava a fottermi la bocca Gianluca mi scopava la figa sotto di me mentre io danzavo in equilibrio tra i corpi. Ma tutti volevamo di più. Mio marito si stese a terra mentre Nicole premette il fallo di gomma dentro al mio culo in una favolosa doppia penetrazione. Mi sentivo piena ovunque in una follia di orgasmi che mi toglievano il fiato. Nicole mi colpiva le natiche con schiaffi rapidi, energici ma non dolorosi.

Tuttavia, sapevo che non doveva finire così la serata. Dopo essermi liberata dalla loro presa presi tra le mano la bocca di Nicole per spingerla verso il divano mentre giocavo con la sua lingua arrapata. Una volta seduta le spinsi la faccia sulla mia fica grondante tenendola ferma con le mani. Gianluca aveva colto al volo l’occasione e indossato un preservativo lubrificato. Con delicatezza, ma in modo deciso, si fece spazio tra i collant bucati di Nicole per sferzarle i pochi colpi necessari per scoppiarle assieme a un gemito forte.

E Nicole? Stremata anche lei si lasciò scivolare sul tappeto per masturbarsi con il suo stesso strap-on staccato dal busto e godere così, da sola, mentre io e Gianluca ci baciavamo con passione. Caldi, innamorati, eccitati.

Fare sesso con la vicina di casa? Finalmente fatto.

Ti è piaciuto questo racconto di sesso con la vicina di casa? Votalo 5 stelle!